Malocclusione di terza classe: il percorso per ritrovare il sorriso
Si parla di malocclusione di terza classe quando i denti dell’arcata inferiore sono avanzati rispetto a quelli dell’arcata superiore.
È senza dubbio il caso più complesso e pronunciato, che richiede un approccio mirato per trovare una soluzione efficace, che eviti un possibile peggioramento.
A livello estetico si nota facilmente, osservando il viso di profilo, una prominenza del mento, mentre la parte centrale (gli zigomi e il labbro superiore) sembra appiattita.
Parlare di un caso complesso può far preoccupare ma, intervenendo il prima possibile, si può correggere in modo efficace.
Come funziona la terapia per la malocclusione di terza classe?
In linea generale nei piccoli pazienti la terapia si divide in 2 fasi.
Nella prima fase mettiamo in atto una serie di protocolli di ortodonzia funzionale per favorire una crescita armonica del viso del bambino.
Il protocollo di trattamento più studiato e documentato è quello che prevede l’associazione di espansore del palato e maschera facciale Delaire, che creano una sinergia molto efficace.
Nella seconda fase applichiamo l’apparecchio fisso per migliorare l’ingranaggio dentale.
I piccoli pazienti, coinvolti in giochi e in una relazione di fiducia e affetto, si dimostrano volenterosi e felici di venire ai nostri appuntamenti periodici.
Cosa succede se trascuriamo una problematica di malocclusione di terza classe?
È importante considerare le conseguenze di un intervento tardivo proprio perché, crescendo, lo sviluppo termina e la situazione diventa definitiva.
Inoltre i disturbi correlati, come abbiamo già visto, vanno a coinvolgere il benessere globale, causando non solo problemi di masticazione e deglutizione, ma anche digrignamento dei denti e difficoltà di respirazione.
Possono verificarsi poi dolori come mal di testa (a causa della tensione a cui è sottoposta la mandibola), problemi di postura, dolori cervicali, mal di schiena e fastidiosi ronzii alle orecchie.
C’è inoltre il rischio di fenomeni di artrosi, dal momento che le due articolazioni temporo-mandibolari, lavorando in maniera asimmetrica, a lungo andare possono usurarsi.
Da non sottovalutare, infine, il disagio estetico, soprattutto in presenza di un morso incrociato molto evidente, che può causare insicurezza e timidezza nei rapporti sociali.
Per il mio studio è fondamentale far vivere questo percorso nel modo più leggero e positivo possibile ai bambini, alleggerendo così anche i timori dei genitori.
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